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1022 - a.zonzo.icy segnalèscion dal 15 ottobre al 4 novembre

1023 - Una rispostina alla napoletana

A napoli, che come al solito si sbattono dal basso per poter ottenere le cose che dall’alto non gli danno, si sono invntati di distribuire tra la gente dei buoni sconto, sfruttabili nei negozi aderenti all’iniziativa, rendendo accessibile la quarta settimana anche ai poveri mortali.

Mi spiego: se voi andate a fare la spesa e dovete pagare 100 euri beh, andando in un negozio aderente, date 20 Scec e 80 euri, risparmiate 20 euri, ed il commerciante non ci perde nulla perchè gli euri sono euri, mentre gli Scec sono praticamente euri lo stesso, almeno mi dicono che a napoli è così.

Questo succede perchè anche il negoziante potrà spendere i suoi Scec come il cliente, sia per acquisti privati che per la propria attività.

L’unica entità a perderci è il sistema (questa cosa mi provoca quasi un’orgasmo, ma lo sò sono un’entusiasta), voi gli Scec non li pagate nulla, basta iscriversi e aspettare che ti arrivino a casa.

Tutto grava sulle spalle di un’associazione che si preoccupa di coordinare le cose, tra commercianti e privati, abbassando istantaneamente i prezzi del 20%.

Dico!

Ma che figata, scrivete “Scec” sul google, esistono coordinamenti in quasi tutte le provincie italiane quindi, cosa aspettate?

Mal che vada, vi hanno recapitato delle banconote a casa (che sono anche belline da vedere!) e basta.

Fateci un salto, è una bella cosa e più siamo più funziona (questo è un principio che Berlusconi sfrutta sempre)

… e fatevi pigliare dall’entusiasmo,  per una volta, l’entusiasmo è quello che ha spinto le rivoluzioni.

1014 - Il thoscanaccio che c’è in Bocelli…

BocelliLa categoria dei cantanti lirici, in quanto a simpatia, non è molto apprezzata.

L’idea che ho io del cantante lirico è quella che mi hanno lasciato personaggi come la Callas o Domingo ed un pò anche Pavarotti: gente abbastanza coi controcosi, troppo impegnata ad elevare il proprio talento per potersi perdere in amenità come battute e lazzi vari. Per dirla meno delicatamente, di solito sono pallosissime persone tutte d’un pezzo, gente impettita e col palo infilato nel…, ma si sa che tante volte vedere uno in frac…  in TV l’abito fa il monaco, altro che balle.

Andrea Bocelli invece, l’ho sempre visto con quel sorriso furbetto, pronto alla presa per il culo, da buon toscanaccio. ed eccolo qui, appunto, a far la ragazzata.

L’uccello In Chiesa

1002 - Date retta, sono le rondini che vi fregano la linea.

Nel post precedente ho parlato di chiavette, quei cosini USB che dovrebbero trascinarti prepotentemente nel web, tipo abitare alle maldive e ricevere in regalo una tavola da surf, una pacchia.
Magari la tavola non te la hanno proprio regalata, la stai pagando a rate, ma hai la tua tavola e tutte quelle onde e un bel mare spalancato e tanti bei giretti da fare, (mi chiedo se si può andare a far la spesa con la tavola da surf) acrobazie da imparare e pure quei boxer inguardabili da indossare.
The BirdsInvece, con le chiavette usb, il problema è che,  sì certo, sei entrato in possesso di una bellisima tavola da surf… tutta cromata… dieci HP, ma… cazzo! Tu abiti nel Liechtenstein! E ti sfido a metterti i boxer fosforescènti, prenderti la tua bella tavola sottobraccio ed andare a fare un giro in centro a Vaduz.

Dunque, siccome alla fine ero ridotto che, mentre aspettavo che si caricassero le pagine, mi sono fatto una bella tavola da surf con gli stuzzicadenti, ho deciso di andare a fondo del problema ed ho scovato alcune cose interessanti.

  1. L’adsl c’è. Tuutti i gestori mi confermano la presenza dell’adsl a 20 mega (ULL) e tutti mi propongono contratti da favola (tipo Maldive con lo yacht e il pilotino al traino) compresa la FASTWEB che addirittura mi fa il contratto, giusto il tempo di stendere il tappeto rosso.
  2. Telecom Lituania è in possesso di linee a bassa tecnologia, ma che hanno portanza dappertutto.
    Telecom Italia invece è in possesso di linee a tecnologia ibrida ovvero, un pò questo ed un pò quello, arrangiàmose come potèmo, appìccica un bel muxer a quel doppino da singolo utente che così ce ne facciamo stare quattro. Ci sono tutti i nomi tecnici sia per il tipo di cavo che per le apparecchiature che instradano e smistano i segnali, tant’è che, appiccicando e imbrogliando, si risparmiano un botto di soldi insomma, quattro per uno”: si fanno passare quattro utenze su di un cavo che può portare il segnale destinato ad un’utente solo.
  3. Nel paleolitico della telefonia fissa, a nessuno fregava niente di rispettare i parametri di potenza di un cavo, perchè il telefono (la tua voce) necessitava di una banda miserevolmente bassa, quindi non c’è da stupirsi se trovate tra il vostro telefono e la centrale una o due scatolette di legno con valvoloni incrostati di ruggine e nidi di rondine all’interno (avete notato che le rondini sui fili non parlano tra loro? Se devono dirsi qualcosa si telefonano e le più fighe si chiamano la sera, per trovarsi allo spitz-hour sui cavi, come nella foto)
  4. Spesso il tecnico addetto al sopralluogo (un tizio che tiene al proprio anonimato, che non si fa mai vedere ma che già sa come ti funzionerebbe il computer in casa… Mah!), il giudice ultimo sul tuo diritto all’adsl, colui che dovrebbe darsi da fare e sistemare l’abitino che indosserete quando convolerete a nozze con il gestore di telefonia, è uno straccivendolo con i piedi in due scarpe. Quì ad esempio, Fastweb è servito da una ditta che gestisce anche mywifi, gestore di ponti radio e connessioni wi-fi, la di cui qualità si evince dal numero di post incazzosi nei vari forum.

Hot gym short

Ma come ho fatto, io? beh, utilizzando il personale background tecnico (vedi foto). La telecom qui ha una centrale a 6 km di distanza, troppi in teoria per l’adsl su rame, se non ci sono degli armadi ripartitori nel mezzo, e nei vari sopralluoghi tecnici la bocciatura avveniva sempre per “presenza, nella tratta, di apparato tecnico non conforme”
Ho avuto la fortuna di trovare un tecnico Telecom (il gestore più serio e preparato, Fastweb compreso) che si è sbattuto per capire il problema (mica ha scavato dei fossi, ha preso un tester e ha fatto qualche prova sulla linea, 20 minuti) per capire che il problema era solamente la distanza, che non esisteva nessun apparato e che 20 mega me li sognavo, ma almeno un 3 mega di picco lo potevo avere.
Vi giuro che 3 mega di picco sono una pacchia, io sto costantemente tra 850 Kbit/s e 2100 Kbit/s e si viaggia in prima classe con 2 pc collegati, ognuno con mulo, Soulseek, browser e youtube spalancati.

Quindi si tratta solo di fare qualche indagine e capire chi vi fa i sopralluoghi e per chi lavora. Se questi ha l’incarico da più ditte, state certo che favorirà quella che gli rende di più (non è un caso che io abbia trovato un volantino di mywifi appiccicato nell’androne di casa, giusto due giorni dopo aver ricevuto un 2 di picche da Fastweb).

Scoperti gli altarini, avete due opzioni, o vi rivolgete al mariuòlo chiedendogli di attivargli il gestore che lui preferisce (alla faccia delle vostre tasche, senza dubbio) oppure vi rivolgete al gestore che sapete per certo non avere nulla a che fare col bel tòmo in questione.

Nel caso invece il vostro problema sia realmente tecnico (apparecchiature del cenozòico tra voi e la centrale o ripartitori stracarichi e non riadeguati) a volte basta fare una richiesta a telecom, che cercherà una soluzione (vi instrada verso un’altra centrale, vi collega diveramente o addirittura sostituisce l’apparecchiatura) e se il tecnico è una brava persona cercherà per davero di aiutarvi.

Altre volte invece il tecnico è uno che non ha tempo e voglia di starvi a sentire allora ho trovato la soluzione in un forum che ora non ricordo (qui mi appello al volgarissimo trucchetto giornalistico del “alcune fonti affermano”), probabilmente un forum circa il digital divide, comunque ecco la procedura indicata. Vorrei aggiungere come appunto mio personale che questa tecnica rischierà di lasciarvi senza neppure il normale telefono per un pò di tempo (non sò quanto) ma tanto c’è Vodafone col suo cavallo rosso, preciso inoltre che non esiste garanzia di successo per quanto riguarda l’adeguamento della linea, certamente il vostro livello di autostima crescerà proporzionalmente alla soddisfazione provata appena portata a termine la procedura qui sotto:

  1. Individuate l’apparecchiatura che compromette la linea, esistono tanti forum dove trovate descritte le varie apparecchiature le loro funzioni e se possono o meno essere d’impedimento all’adsl con tante immagini per riconoscerle, tenete presente che le linee e le apparecchiature telefoniche sono quasi tutte all’aperto.
  2. Cercate di capire gli orari durante i quali nei pressi dell’aparecchio, non ci sia la signora Cesira a spiottare e farsi gli affari altrui (evitate anche il signor Casimiro).
  3. Munitevi di martello oppure mazzetta (meglio) oppure di tanica di benzina, o di trapano e raudi, acido muriatico, catasta di legna e diavolina…
  4. Siate creativi
  5. Fatevi assalire da un improvviso e violento attimo di spontaneità.

Mi Poto??

Insomma, rompetegli un pò i coglioni a sti tecnici, stategli un pò addosso che le linee, bene o male, magari non da 20 mega, magari proprio per un pelo(nella foto potete vedere che il background di cui sopra può benissimo convivere con la tecnologia cui accenno qui), ma ci sono, e già con 1 kbit/s date la polvere ad una connessione tramite chiavetta.

Oppure con una decina di euro potete sempre comprarvi unn bel pacco di stuzzicadenti…

Aggiungo per chiudere: se per caso vede un tecnico di mywifi girellare intorno a casa vostra o attorno ad apparecchiature del telefono (armadietti e robe così) prendetelo letteralmente a bastonate o in alternativa, a sassate, a meno che non abitiate nel Tibet o sui monti feltrini, le linee telefoniche ci sono, zòppicanti ma ci sono.

996 - Casomai…

…avessi problemi di connessione, fossi anche tu vittima del “digital-divide” (che a casa mia si pronuncia “robadaterzomondo” nicchiando con la testa e facendo la faccia schifata) e ti ritrovassi tra le mani oppure nelle orecchie o ancora davanti agli occhioni creduli una qualsiasi pubblicità delle varie chiavette, siano esse di Tre, Vodafone, Tim, Wind, Fasweb o magari di France telecom, beh non importa, non esitare:

  • Si avvalgono della avanzatissima tecnologia HSDPA
  • Ti permettono di navigare fino a 7,2 Mbps
  • Te le regalano a 2,50 € al bimestre, oppure te la prestano oppure te la tirano dietro, basta che la prendi
  • Consentono di scaricare anche le tasse
  • hanno promozioni a 19,90 x10 ore al giorno, 10 euro per 300 ore, tutte, ovviamente, spudoratamente, incredibilmente e chissà quante altre mente, senza limite di traffico dati
  • sono comode e facili da installare.
  • le puoi portare ovunque
  • evvia e avanti così

Beh, lèvatelo dalla testa, sono una spudoratissima presa per il culo, io le ho provate e ogni volta che mi connetto mi sento un idiota grosso e puzzone. Ho sia VODAFONE che TRE e la connessione non sola fa schifo ed è lenta, ma te la tagliano pure. Mi spiego, se guardate tre o quattro video su youtube, occupate per un pò la vostra banda, ed arrivate anche a 2,5 /3 Mbps poi ad un certo punto rallenta tutto di colpo e non fate più di 100/200 Kbps in ricezione in emissione non ne parliamo proprio. Ma tutto questo perchè? direte voi? Perchè tutte le varie compagnie utilizzano sempre i soliti ripetitori, quelli gsm, che più di tanto non possono fare (se vi mettete a telefonare in 50 sotto lo stesso ripetitore lo intasate così, le varie compagnie hanno avuto la felicissima pensata di modulare il segnale, prelevandolo cioè dalla mia banda (quella per cui pago) e passandolo ad altre utenze, per non intasare la rete di ripetitori, quindi, ricapitoliamo:

  1. banda assegnata in prevalenza all’utenza telefonica (quella che spende di più)
  2. banda restante modulata tra gli utenti internet
  3. segnale scarso sulla rete cellulare
  4. latenza elevata causata dalla ripetizione del segnale

Risultato= una bella fetta di quasi niente da gestire per navigare ed inviare mail che non riescono neanche a partire perchè la latenza causa il ping-out del server mail (stufo di dover aspettare un pezzo per una mail da 3 Mb.

Se poi almeno Vodafone, quando chiami il servizio clienti non spendi una lira e per una mezzoretta ti apre la banda (poi torna tutto una schifezza) con TRE la chiamata ti costa da qualsiasi numero (anche TRE) ti fanno girare per dei menù per una ventina di minuti, e poi ti dicono che nel contratto si parla di 7,2 Mbps massimi ma non di minimi, di riprovare a connettersi nelle ore di minor traffico ed infine che sono affari tuoi e che il contratto parla chiaro, non c’è banda minima garantita.

In francese: PEZZI DI MERDA!

Ripeto il consiglio: Non vi fate infinocchiare dalle chiavette internet, sono una truffa palese.

(e scusate il francese)

987 - Addiction to facebook

Celebrating on redCome al solito, visto che non ho cervello sufficiente per avviare delle riflessioni per i fatti miei, mi capita che leggendo i commenti appoggio il gomito sul tavolo e la testa sul gomito (si, parecchio dettagliato questo post).
Non sto a dirvi di che legno è fatto il tavolo ma che ho il forte sospetto che questa posizione faccia si che qualche organo all’interno del mio corpo si sposti e faccia pressione su qualche altro organo provocando la fuoriuscita (con conseguente messa in circolo) di sostanze ispiratorie come serotonina o idrolitina, questo ve lo dico.
Chessò può essere che la clavicola faccia pressione sull’ipofisi e questo provochi la voglia di

  1. pensare;
  2. scrivere;

due attività che, eseguite esattamente in quest’ordine fanno la fortuna di molti bloggers. Superfluo aggiungere che io di solito seguo l’ordine inverso senza mai riuscire a cimentarmi nella fase 1.

Piaciuto l’incipit?  Mi sembrava bello partire in questo modo per parlare del blogging, e come un falco, con il percorso già definito nella mente, scendere a spiralona sull’obbiettivo e centrarlo, ma la mia vera primaria attività si può definire come “spargitore di bucce di banana”, pertanto definisco con precisione l’obiettivo, rifletto sulle esatte coordinate per raggiungerlo e poi mi metto a smazzettare margheritine ed immaginare scimmiette finchè non riesco a centrare perfettamente il cesso.

Perchè, appunto, sto facendo una fatica boia a tenere il piede nel sentiero, cosicchè finirà che ho scritto il mio solito post precipitevolissimevolmente lungo e cretinevolissimevolmente insulso… ma mi diverto a farlo, voi a leggerlo, no?

Perchè, pare che qui si stia sbaraccando, signori. Tira una brutta aria… c’è un silenzio di tomba.
A parte i soliti professionisti della sfera, che me li immagino in giacca e cravatta con quattordici schermi davanti, dodici dei quali puntati su google analitics ed uno sul feed reader (okkei erano quattordici… uno è su youporn, ma non volevo intromettermi nella sfera sessuale dei blogger professionisti)… ora che hai capito cosa intendo per “smazzettar margheritine” proseguo affermando che se si eccettuano quelli che del blog ne hanno fatto una professione, generalmente  parallela, cioè di solito sono attivi nel mondo fisico come free-lance nel giornalismo, nell’informatica, o cose così, beh… ma quanto sto cazzeggiando… a perte questi qui, la sfera si sta spopolando a vista d’occhio.

Ci sono un baccanàio di blog fermi a date ormai fuori dal calendario, inerti da mesi.
Ora, non sto ad indicarvi qualche esempio perchè non ne ho voglia, ma se vi fate un giro, vi renderete conto di questo tragico fatto (basta guardare le date dei post).

Possibile che nessuno pensi più? Perchè i blog (quelli che piacciono a me) sono fatti di pensiero, personalità e creatività, un’accozzaglia di voli pindàrici il più delle volte, ma frutto dell’animo e del desiderio e della voglia di parlare e dire qualcosa al mondo, e questi blog qui stanno sparendo.

Credo che il più delle volte succeda che, com’era successo anche a me, ti si spegne l’entusiasmo quando vedi che tutte quelle chiacchiere sul fatto che quando blogghi il mondo ti legge, che la tua voce entra nelle orecchie dell’umanità interconnettiva, che siamo tutti più vicini, talmente vicini che basta alzare una mano per infilare il dito nell’occhio di qualche potente/prepotente ion giro per il mondo, tutto questo affermare che è possibile, con poco (e senza spendere troppo) comunicare le proprie idee e creare ondate di opinione unendosi agli altri per cambiare il mondo, non è proprio così vero e semplice come sembrava, allora ti smonti, cominci a chiederti perchè lo fai, cominci a stufarti del fatto che nessuno commenta mai, fai qualche semplice ricerca e ti rendi conto che ti leggono in tanti ma pochi si prendono la briga di lasciarti anche solo un saluto e questo scazza, scazza e sbarella qualunque buonavolontà.

Ed uno pian pianino si allontana dal blog, che tanto non c’è mai nessuno che mi scrive, e finisce in periferia, càpita in qualche portale e trovi un link a fèisbuk.
Ci entri una prima volta, come un’adolescente davanti ad una canna, dicendo a te stesso che il primo (fèis)buco è solo per curiosità, “non ne ho bisogno, riesco a navigare senza bisogno di social-stupefacenti”, e poi ti iscrivi così per passatempo, che tanto l’account non lo userai mai, metti le tue quattro infomazioni e la fòtina (o anche no) e cominci a cercare qualche amico, a comunicargli che ci sei anche tu, 10/20 minuti e poi scappi, cosciente di quanto sia una cazzata ’sto fèisbuk te ne vai su youpube a devastarti di video virali e di repliche di zelig.
Ma come ogni droga che si rispetti, fèisbuk fa della cattiva pubblicità la migliore pubblicità, cioè: Il motivo per cui tutti i ragazzini vogliono provare l’ecstasy è perchè tutti dicono che è pericolosa e l’ecstasy è pericolosa ma la provano tutti (infatti nessuno ammette di averla provata). Così come per le sigarette, finchè rompono i maroni dicendo che fumare fa male, qualunque sbarbato, incazzosamente ribelle vedrà nella sigaretta il simbolo della propria ribellosità(1)
, così se fèisbuk è un social tanto deprecabile e stupido e vuoto (lo è, lo è, cazzo se lo è) chiunque nel proprio giro di amicizie vorrà dimostrarsi controcorrente e fuori dal coro, fèisbuccandosi come una scimmia. Il fatto è che su fèisbuk siamo tutti sia pusher che clienti, e solo quando la gente comincierà a capire la differenza tra individualità e mancanza di personalità, quando la gente la smetterà di cercare di essere forzatamente parte approvata di un gruppo approvato(2), quando la gente comincierà a sostenere da se le proprie differenze ed accettarle senza cercare di adattarle alla società come delle mutande esageratamente strette su di un culo esageratamente sproporzionato(3), fiutando prima e rifiutando le differenze altrui, quel giorno fèisbuk morirà, o si tramuterà in uno strumento che “ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita”, come rècita ipòcritamente la sua home (ma quanto me la meno con gli accenti, io).
Un giorno qualcuno (della lega probabilmente) farà un’interrogazione parlamentare per arginare il fenomeno sociale di fèisbuk, organizzeranno commissioni e stanzieranno fondi, apriranno sezioni specializzate al S.E.R.T. e comincieranno a far scrivere nei giornali che fèisbuk danneggia il cervello, genera violenza ed allontana dalla gente, verrà attivato un numero verde, 25 cents di scatto alla risposta dai fissi e dai cellulari (4), si farà irruzione nelle case di coloro che hanno aperto i gruppi più popolari tipo “quelli che passerebbero volentieri una notte con la Parietti”(5) per processarli ed additarli come pericolosi criminali o terroristi, cercando connessioni tra le loro attività a la mafia, e nel frattempo in rete circoleranno documenti e prove sul fatto che il solito berluscoso o murdock o Stronzettiprovera detiene sostanziose partecipazioni azionarie, come succede per altre lucrose ed infingarde attività.

Beh, che questo post sia lungo non ci piove, però mi spiace che saranno pochi a commentare, un paio in più che lo leggeranno tutto, e ben 4 che leggeranno il titolo, ma il sugo è proprio questo, alla fine, “siamo pochi ma buoni” perlomeno siamo buoni per noi e per gli altri chissenefrega, va bene così.

Note (perchè un post tanto lungo e palloso meritava delle note):

(La foto) Non so che cazzo c’entri ma ho fatto una ricerca con insights scrivendo “fèisbuk” e mi è uscita quella foto lì… chissà che razza di evoluzioni di pensiero sono alla base di còtanta immaginazione.

(1) A scuola il bulletto/ribelle gira col pacchetto di Marlboro nel taschino e non col vangelo in mano, ed è lì, a quell’età che si formano le frustrazioni legate alla mancanza di individualità, ed è lì che interviene la philip morris e ti fa inzuppare il biscotto in una marmellata tanto facile e accessibile che poi ci vogliono secoli a togliersela dalle vene.

(2) ISO9001(novemilauno)=il tavolino dei fighi allo sprizzàauar
ISO90001(novantamilauno)=La TT parcheggiata ad un metro dalla spiaggia
ISO610(seiunozero)=dire cose intelligenti.

(3) Tutte quelle che seguono il trend del mezzoculofuori con trina di tanga affiorante tra mortificanti rotoloni di trippa gelatinosa, voce del verbo ladòfacilesaiperchètuttimimplorano.

(4) Stronchetti-Groviera deve pur raccattare soldi in qualche modo, mica può tirare avanti e campare in Parco della Vittoria (alla fine di Viale dei giardini) transitando da un fallimento ad una inchiesta fiscale.

(5) Chi non lo farebbe, io mi chiuderei con lei in una sauna, per ritoccare con una spatola da gelataio le numerose cascatelle di silicone affioranti per il calore, finchè al mattino avrei creato un picasso vivente.
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